Ricciotto Canudo è il pioniere della teoria cinematografica.
Emigrato giovanissimo in Francia, fra le molte prevenzioni intellettuali del tempo per primo si mette alla ricerca delle leggi generali e degli orientamenti spirituali del nuovo linguaggio. Il cinema, per Canudo, non è melodramma né teatro: può essere un divertimento fotografico in molte delle sue forme deteriori ma, in essenza, è un’arte nata «per essere la rappresentazione totale dell’anima e del corpo, un dramma visivo fatto con immagini, dipinto con pennelli di luce: una astrazione, come la tragedia scritta e il dramma che si legge».
Canudo, nel suo “Manifeste des Sept Arts”, sostiene che due sono le arti fondamentali: l’architettura e la musica. La pittura e la scultura sono complementari della prima;la poesia è lo sforzo della parola e la danza lo sforzo della carne per diventare musica. Il cinema, che riassume tutte queste arti, è l’arte plastica in movimento: la “settima”, la quale contemporaneamente è partecipe delle “arti immobili” e delle “arti del tempo”, delle “arti dello spazio” e delle “arti ritmiche”. Tale classificazione gerarchica appare oggi, naturalmente, superata; come del resto tutta l’estetica di Canudo: l’importanza del quale è comunque indubbia nella storia del movimento intellettuale filmico.
«Missionario della poesia nel cinema» (Jean Epstein), il film d’avanguardia, che tra i primi propugna, viene da lui inteso non soltanto come semplice ricerca di mezzi tecnici; sostiene inoltre il documentario e la “natura-personaggio”: una natura, cioè, che non sia apporto decorativo ma fondamentale, atto a fondersi con altri elementi per potenziarli.
Così, come nel passato aveva riunito nella gazzetta Montjoie gli esponenti di tutte le arti e gli uomini che potevano aiutarli, fonda il primo “cine-club” («Le Club des Amis du Septième Art») e La Gazette des Sept Arts.
Gli scritti di Canudo, i primi dei quali risalgono al 1911, vengono raccolti dopo la sua morte da Fernand Divoire in L’usine aux images (Genève, Office Central d’Edition; Paris, Etienne Chiron, 1927).
(L’arte del Film, Antologia storico-critica a cura di Guido Aristarco, ed. Bompiani)
Il Cineclub Canudo si costituisce nel maggio 2001 a Bisceglie con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura cinematografica e delle arti elettroniche.
Il circolo del cinema, la cui attività è coordinata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, è significativamente intitolato a Ricciotto Canudo, l’intellettuale pugliese unanimemente considerato il primo teorico del cinema, cui si deve la definizione del cinema come “settima arte”, che compare a partire dal 1911 in numerosi suoi saggi e articoli raccolti nel 1927 nel volume "L'officina delle immagini" (L'usine aux images).
L’attività del cineclub spazia dalla produzione di cortometraggi, all’organizzazione di rassegne, mostre, corsi, cineforum e laboratori scolastici.
Valorizzare un’idea di cinema estraneo alle logiche di mercato, promuovere la conoscenza del cosiddetto cinema d’essai, dando spazio e visibilità ad autori ed opere di assoluto rilievo sul piano culturale, in netta opposizione al cinema del disimpegno e di evasione, sono solo alcuni degli obiettivi che con coerenza il cineclub ha sempre perseguito, anche a costo di una certa impopolarità nella propria programmazione.
In compenso molti giovani, ad esempio, grazie alle nostre rassegne hanno potuto (ri)scoprire capolavori della cinematografia italiana ed internazionale, conoscere ed apprezzare nuovi autori, le cui opere talvolta non hanno una normale distribuzione nelle sale, né tanto meno in TV.
Particolarmente intenso e produttivo è il nostro impegno anche in ambito didattico con la realizzazione di numerosi laboratori cinematografici – tra cui si segnala il progetto A,B,Cinema - nelle scuole dell’intera provincia e circa una trentina di cortometraggi prodotti, alcuni proiettati nell’ambito di festival e concorsi nazionali riservati alle scuole. L’obiettivo di questi laboratori è da un lato promuovere la cultura cinematografica in ambito scolastico e dall’altro sensibilizzare ad una diversa e più profonda consapevolezza nella fruizione di un film.
Uno dei punti più alti della programmazione del Cineclub è rappresentato senz’altro dalla mostra internazionale del video d’autore Avvistamenti, realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana Circoli del Cinema e con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di bari e del Comune di Bisceglie. Tutte le edizioni di Avvistamenti, a partire dalla prima nel 2001, sono state accolte da un notevole successo di critica e di pubblico, diventando ben presto un punto di riferimento unico per tutti gli appassionati di video-arte e cinema sperimentale.