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	<title>Cineclub Canudo &#187; cineclub</title>
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		<title>Il cinema di John Cassavetes (2007)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 19:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Cassavetes]]></category>
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		<description><![CDATA[UNDER THE INFLUENCE: IL CINEMA DI JOHN CASSAVETES film in programma a ottobre 2007 ogni lunedì, ore 21.00 Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie) 01/10 OMBRE (1961) 08/10 VOLTI (1968) 15/10 UNA MOGLIE (1974) 22/10 LA SERA DELLA PRIMA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #800000;">UNDER THE INFLUENCE:</span> IL CINEMA DI JOHN CASSAVETES</strong></p>
<p>film in programma a <strong>ottobre 2007</strong> ogni lunedì, ore 21.00</p>
<p>Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)</p>
<p>01/10 OMBRE (1961)<br />
08/10 VOLTI (1968)<br />
15/10 UNA MOGLIE (1974)<br />
22/10 LA SERA DELLA PRIMA (1977)</p>
<p>Tesseramento cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span>: euro 10,00 (ingresso riservato ai soci)</p>
<p>&#8220;Il film che avete appena visto era un&#8217;improvvisazione&#8221;<br />
(messaggio finale del film Ombre, del 1961)</p>
<p>&#8220;Preferirei lavorare nelle fogne piuttosto che fare un film che non mi piace”</p>
<p>&#8220;I film oggi mostrano soltanto un mondo di sogni e hanno perso contatto con la vita reale. In questo Paese la gente è già morta emozionalmente a 21 anni, forse ancor prima. Come artista, la mia responsabilità consiste nell’ aiutare la gente a superare i 21 anni. I miei film sono un percorso nelle emozioni e nella vita intellettiva, che offrono un possibile modo di evitare il dolore. Il film è un’investigazione sulla vita, un’esplorazione, un continuo interrogarsi sulla gente&#8221;. John Cassavetes</p>
<p>Ultimo appuntamento per quest’anno del Cineclub Canudo con il cinema d’autore, con una rassegna a ottobre, curata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, intitolata “Under the influence &#8211; Il cinema di John Cassavetes”. Come sempre le proezioni si terranno ogni lunedì alle ore 21.00, presso il Centro Giovanile Cappuccini (sito in via M. Terlizzi, nei pressi della Chiesa Cappuccini) a Bisceglie. In programma quattro capolavori dell’indiscusso padre del cinema indipendente americano, ovvero: l’1 ottobre Ombre (Shadows) del 1961, l’8 ottobre Volti (Faces) del 1968, il 15 ottobre Una moglie (A woman under the influence) del 1974, il 22 ottobre La sera della prima (Opening night) del 1977.<br />
In un libro dedicato a Cassavetes, dice di lui l’autore, Thierry Jousse, che è stato redattore capo dei Cahiers du cinéma: «John Cassavetes è, già da tempo, un vero e proprio mito del cinema moderno. La sua scomparsa, avvenuta il 3 febbraio 1989 a Los Angeles, lo ha confermato. Tra tutti i cineasti americani venuti alla ribalta negli ultimi trent’anni, è forse quello che ha maggiormente colpito l’immaginario della cinefilia europea, anche al di là delle sue intenzioni. Era attore affascinante come pochi altri. Dava all’Europa un’immagine dell’America che il vecchio continente amava contemplare: l’indipendente, spiantato ma pieno di energia, in perenne lotta con l’enorme macchina capitalistica hollywoodiana. Manteneva una confusione esemplare tra la propria vita e la propria opera».<br />
Ecco alcune dichiarazioni dello stesso Cassavetes sul significato della propria opera e del suo ruolo di artista nella società contemporanea:<br />
Io sono un attore professionista e un regista dilettante.<br />
Tutti i miei film cercano di rappresentare una cosa, l&#8217;amore, la necessità dell&#8217;amore, e poi la grande quantità di complicazioni provocata dall&#8217;amore.<br />
Per chiunque, incluso me stesso, è difficile dire quello che davvero vuoi dire, quando quello che vuoi dire è doloroso. È questo che manca nel genere di film commerciale dove le categorie sindacali ti mettono davanti un orologio, già pensano al prossimo lavoro e si attengono al loro buco in quella piccionaia di esistenza dove la società organizzata li ha sistemati.<br />
Io credo a questo: non ci sono che individui. Le denominazioni contano poco. Due film di due individui diversi non si assomiglieranno mai. Ognuno ha la sua impronta originale. Quando si fa un film non ci si sente parte di un movimento. Si vuole fare un film, questo film, personale, individuale e lo si fa, con l&#8217;aiuto dei propri amici.<br />
Il fatto di essere artista non è nient&#8217;altro che il desiderio, la volontà forsennata di una espressione completa, assoluta di sé stessi. Riuscire a far esprimere gli altri come loro vogliono e non come voglio io: ecco l&#8217;unico talento che potrei vantare. Tutti i personaggi dei miei film si esprimono come vogliono loro, mai come avrei potuto volere io.<br />
Il cinema è un&#8217;arte, un&#8217;arte bellissima. Siamo noi ad essere sopraffatti dalla follia.<br />
Quando faccio un film m&#8217;interesso più alla gente che lavora con me che al film in sé, al cinema. Per me la realizzazione di un film è qualcosa che coinvolge tutti coloro che vi partecipano. Non penso mai a me stesso come regista (infatti credo di essere uno dei peggiori registi esistenti): io non conto, non faccio nulla. Sono responsabile del film nella stessa misura in cui ne sono responsabili tutti gli altri che vi partecipano e vi vogliono esprimere se stessi e sentono questa loro partecipazione al film come essenziale, innanzi tutto per loro&#8230; Per me i film hanno poca importanza. È la gente che è più importante.<br />
La tecnica, la messa in scena non sono altro che una sorta di prostituzione, che non m&#8217;interessa affatto. Fare un film &#8211; cioè raccontare la storia di un uomo, di una donna, di due o più persone, in meno di due ore o in almeno due ore &#8211; è un&#8217;impresa terrificante che merita molto più dell&#8217;abilità tecnica di una prostituta.<br />
Quel che importa è convincere il pubblico e voi stessi che ciò che c&#8217;è sullo schermo succede veramente. In certi casi avrei preferito che certi film fossero inquadrati meno bene, fossero tecnicamente meno brillanti, purché quello che vi accadeva fosse migliore! Non penso mai di adattare le scene alla camera, bensì la camera alle scene.<br />
Nella maggior parte dei film hollywoodiani gli attori non si incontrano mai. M&#8217;è capitato di recitare in un film e di venire a sapere soltanto alla fine che c&#8217;era questo o quell&#8217;altro attore. Nei miei film ci riuniamo per parecchie settimane, la sera ad esempio, e leggiamo il copione insieme. Ci vogliamo bene, ci conosciamo e lavoriamo insieme da tempo. Gli attori arrivano con dei suggerimenti e io chiedo loro di metterli per iscritto perché talvolta non li comprendo bene&#8230; Tutto è discusso, nulla scaturisce soltanto da me.<br />
Per me ci sono due tipi di recitazione. Il modo professionale consiste nel prendere una sceneggiatura e fare il proprio lavoro il meglio possibile, rendere le cose credibili nei modi assegnati. L&#8217;altro modo è l&#8217;interpretazione creativa, che tende, senza preoccupazioni di carriera o di profitto, a rendere la propria vita più chiara attraverso l&#8217;espressione dei sentimenti e l&#8217;esercizio dell&#8217;intelligenza. Forse questo non ha più alcun rapporto col cinema: è ritrovare sé stessi nel personaggio.<br />
Se ho un dono come regista, è quello di creare un&#8217;atmosfera dove tutti possono comportarsi naturalmente in una determinata situazione.</p>
<p>(dichiarazioni tratte da un&#8217;intervista ai &#8220;Cahiers du cinéma&#8221;, n. 205, ottobre 1968 e da un&#8217;intervista a &#8220;Positif&#8221;, n. 180, aprile 1976; riportate in Sergio Arecco, John Cassavetes, Firenze, La Nuova Italia, 1980 e in Pierpaolo Loffreda, John Cassavetes: la vita in presa diretta, &#8220;Cineforum&#8221;, n. 342, marzo 1995)</p>
<p>Per informazioni contattare il Cineclub Canudo ai seguenti recapiti:</p>
<p>340.2215793 / 340.6131760 / info@cineclubcanudo.it<br />
www.cineclubcanudo.it</p>
<p><a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/under-the-ilnfluence.pdf">under the ilnfluence</a></p>
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		<title>Il cinema(tografo) di Robert Bresson (2007)</title>
		<link>https://www.cineclubcanudo.it/rassegne/il-cinema-di-robert-bresson-2007/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Sep 2007 18:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[QUATTRO NOTTI DI UN SOGNATORE il cinema(tografo) di Robert Bresson film in programma a settembre 2007  03/09 PERFIDIA (1944) 10/09 AU HASARD BALTHAZAR (1966) 17/09 MOUCHETTE (1967) 24/09 IL DIAVOLO PROBABILMENTE (1977) ogni lunedì ore 21.00, Centro Giovanile Cappuccini (via M.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUATTRO NOTTI DI UN SOGNATORE</strong></p>
<h2><strong>il cinema(tografo) di <span style="color: #800000;">Robert Bresson</span></strong></h2>
<p>film in programma a</p>
<p><strong>settembre 2007</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>03/09</strong> <strong>PERFIDIA (1944)</strong></p>
<p><strong>10/09</strong> <strong>AU HASARD BALTHAZAR (1966)</strong></p>
<p><strong>17/09</strong> <strong>MOUCHETTE (1967)</strong></p>
<p><strong>24/09</strong> <strong>IL DIAVOLO PROBABILMENTE</strong><strong> (1977)</strong></p>
<p>ogni lunedì ore 21.00, Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Questa storia è vera. Io ve la racconto com’è, senza inutili ornamenti”</p>
<p>(incipit di Un condannato a morte è fuggito, 1956)</p>
<p>Proseguono, dopo la pausa estiva, gli appuntamenti del Cineclub Canudo con una rassegna, curata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, intitolata “Quattro notti di un sognatore &#8211; Il cinema(tografo) di Robert Bresson”, che si terrà a settembre, ogni lunedì alle ore 21.00, presso la sala proiezioni del Centro Giovanile Cappuccini (sito in via M. Terlizzi, nei pressi della Chiesa Cappuccini) a Bisceglie.<br />
Si comincia il 3 settembre con Perfidia (1944), per proseguire il 10 con Au hasard Balthazar (1966), il 17 con Mouchette (1967) ed infine il 24 con Il diavolo probabilmente (1977).<br />
Proprio come per Rossellini l’anno scorso, anche per Bresson, esattamente il prossimo 25 settembre, ricorrerà il centenario della nascita e questa rassegna (che segue quelle dedicate a Rossellini, Ophüls, e Petri), vuol essere un omaggio a colui che Jean Cocteau definì un “autore a parte”, il padre indiscusso del cinema moderno e ispiratore, senza avervi mai aderito esplicitamente, della nouvelle vague, la ben nota corrente di rinnovamento del cinema francese, i cui principali esponenti &#8211; tra cui Godard, Truffaut, Rohmer, per non citare che alcuni nomi &#8211; furono tra i più convinti sostenitori del suo cinema, contro la cosiddetta “tradition de qualité”, allora imperante in Francia, rappresentata dalla generazione precedente di cineasti.<br />
Bresson prende le distanze dal cinema “della trasparenza” e dalle regole codificate dal cinema hollywoodiano – come del resto aveva già fatto prima di lui Rossellini in Italia -, per re-inventare attraverso i suoi film (in un percorso che si dispiega lungo tutto l’arco della sua produzione artistica, ma che raggiunge la piena maturità negli anni ’50 e ’60), l’arte cinematografica in quanto “cinematografo”, come egli amava definirlo per distinguerlo dal cinema in quanto semplice riproduzione fotografica del teatro o luogo dove si proiettano i film. Bresson tenta di riappropriarsi di quell’essenza originaria del cinema, mai venuta alla luce, se non in rari casi, che costituisce la specificità del cinematografo, ovvero la sua capacità di dar vita alle cose, senza sottrarre loro il mistero, poiché, come sostiene Bresson “un film è la cosa nel momento in cui avviene, è il presente, un presente continuo” (Robert Bresson né visto né conosciuto, intervista di F. Weyergans, 1965).<br />
A nulla servono dunque quegli “inutili ornamenti”, quella “impressione di realtà” che il cinema classico cerca di conferire alla materia dei suoi film, nel tentativo disperato di farli assomigliare alla vita “vera”, né tanto meno lo zelo di attori professionisti, che trascinano con sé le intenzioni e il pensiero dietro i gesti e le parole, uccidendo la spontaneità automatica dei gesti quotidiani. A partire da Un condannato a morte è fuggito (1956), che Truffaut definirà il film più decisivo degli anni ’50, Bresson rinuncerà agli attori professionisti per ricorrere a dei “modelli”, come egli li definisce, più adatti alla sua ricerca antinaturalistica della verità: “La cinepresa non deve riprendere movimenti e gesti esteriori, ma cogliere i movimenti interiori dell’anima, la “sostanza”, di cui nessun occhio si accorge a prima vista” (Un leone dimenticato, intervista di A. Tassone). Il risultato sarà di una straordinaria intensità emotiva, più vera della realtà stessa, poiché per Bresson “la verità sta innanzitutto nella sensazione e nell’emozione, posto che l’emozione derivi dalla sensazione. È proprio a partire da questa sensazione che bisogna iniziare a lavorare” (Robert Bresson né visto né conosciuto, intervista di F. Weyergans, 1965).<br />
È su questo piano che Bresson riesce ad instaurare con lo spettatore un rapporto autentico di comunicazione, che parte proprio dall’emozione, ma che si compie sul piano del pensiero e della riflessione che induce nello spettatore. Siamo lontani anni luce dall’attuale immiserimento e dalla mercificazione a cui è costantemente sottoposto il linguaggio attraverso i mezzi di comunicazione di massa: la logica coercitiva del profitto che sottende alle moderne pratiche della comunicazione, sconfina nel campo della creazione artistica, impedendole di cogliere e trasmettere il senso profondo e misterioso della realtà.<br />
La coerenza è il principale tratto distintivo di Bresson, che lo porterà a compiere scelte coraggiose, ma anche rinunce, nel pieno rispetto della propria libertà intellettuale: il rigore morale si traduce immediatamente in rigore stilistico, poiché come egli sostiene, “è la forma ancor più della sostanza che educa ed eleva” (Robert Bresson né visto né conosciuto, intervista di F. Weyergans, 1965). Condividendo la lezione di Bazin, nelle sue scelte sarà mosso principalmente da una preoccupazione di tipo morale, più che da motivazioni prettamente estetiche, come nel caso della scelta di non rappresentare mai la morte sullo schermo.<br />
Si è dibattuto a lungo sul presunto pessimismo di Bresson, che a tal proposito taglia corto dicendo: “Non sono io che sono pessimista, è la realtà che è tragica”. La sua è dunque una visione tragica, nel senso attribuito da Nietzsche al termine, per cui attraverso essa si prende atto del lato terrificante della vita, senza che ciò comporti la ricerca di una soluzione consolatoria.<br />
Bresson, proprio come Rossellini, rappresenta nella storia del cinema un “altro inizio”, il tentativo di andare oltre il cinema, per penetrarne più a fondo l’essenza: “In un momento in cui la letteratura forse è un po’ opaca, le Arti sono in fase di ridefinizione, la scoperta del cinematografo è una cosa talmente splendida, che fa pensare all’avvenire e a tutta una nuova zona di esplorazione che, mi sembra, la letteratura, la pittura o le altre arti non sono in grado di offrire” (Robert Bresson né visto né conosciuto, intervista di F. Weyergans, 1965).</p>
<p>La programmazione del Cineclub Canudo prosegue ad ottobre ogni lunedì alle 21.00, presso il Centro Giovanile Cappuccini con la rassegna “Under the influence”, dedicata a John Cassavetes.</p>
<p><a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/comunicato-QUATTRO-NOTTI-DI-UN-SOGNATORE.pdf">comunicato QUATTRO NOTTI DI UN SOGNATORE</a></p>
<p>Tesseramento cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span>:<strong> euro 10,00</strong> (ingresso riservato ai soci)</p>
<p>info: <strong>340.2215793 / 340.6131760 /</strong> <strong>info@cineclubcanudo.it</strong></p>
<p><strong>www.cineclubcanudo.it</strong></p>
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		<title>Il cinema di Elio Petri (2007)</title>
		<link>https://www.cineclubcanudo.it/rassegne/il-cinema-di-elio-petri-2007/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 20:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[INDAGINE SU UN CINEASTA AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO IL CINEMA DI ELIO PETRI film in programma a luglio 2007, ogni lunedì, ore 21.00 Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie) 02/07 A CIASCUNO IL SUO (1966) 09/07 INDAGINE]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>INDAGINE SU UN CINEASTA AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO</p>
<h1><strong>IL CINEMA DI ELIO PETRI</strong></h1>
<p>film in programma a <strong>luglio 2007,</strong><strong> ogni lunedì,</strong> <strong>ore 21.00</strong></p>
<p>Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)</p>
<p><strong>02/07</strong> <strong>A CIASCUNO IL SUO (1966)</strong></p>
<p><strong>09/07</strong> <strong>INDAGINE SU UN CITTADINO… (1970)</strong></p>
<p><strong>16/07</strong> <strong>LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO (1971)</strong></p>
<p><strong>23/07</strong> <strong>TODO MODO</strong><strong> (1976)</strong></p>
<p>Tesseramento cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span>:<strong> euro 10,00</strong> (ingresso riservato ai soci)</p>
<p>info: <strong>340.2215793 / 340.6131760 /</strong> <strong>info@cineclubcanudo.it</strong></p>
<p>web: <strong>www.cineclubcanudo.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proseguono gli appuntamenti del Cineclub Canudo con una rassegna, curata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, dedicata ad Elio Petri ed intitolata “Indagine su un cineasta al di sopra di ogni sospetto”.<br />
Le proiezioni si terranno a luglio, ogni lunedì alle ore 21.00, presso la sala proiezioni del Centro Giovanile Cappuccini (sito in via M. Terlizzi, nei pressi della Chiesa dei Cappuccini) a Bisceglie.<br />
In programma quattro film – il 02/07 “A ciascuno il suo” (1966), l’09/07 “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (1970), il 16/07 “La classe operaia va in paradiso” (1970) ed il 23/07 “Todo modo” (1976) – con protagonista Gian Maria Volonté, cui questa rassegna vuole rendere omaggio, in attesa di una futura retrospettiva completa sull’attore, che il Cineclub Canudo ha in cantiere per i prossimi mesi.<br />
La scelta di Petri, l’autore scomodo di capolavori del cinema politico degli anni 60 e 70, tra cui il più celebre Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, vincitore del premio Oscar come miglior film straniero (curiosamente, nel novero dei cineasti italiani che possono vantare tale riconoscimento, troppo spesso ci si dimentica di Petri) non è affatto casuale. Da lungo tempo e da più parti ci viene rivolto l’invito a trovare un compromesso per poter andare incontro ad un pubblico svogliato e distratto, affinché si eserciti maggiormente un ruolo divulgativo, che per la verità non ci ha mai interessati. Dal nostro punto di vista, oltre che inutile ciò è estremamente dannoso. A tal proposito, rivedere questi quattro film di Petri è un modo per non cedere all’assuefazione e alla dilagante indolenza dell’anestetico cinema italiota del nuovo millennio, significa riscoprire un cinema di impegno civile e politico, che ha il coraggio di denunciare l’ipocrisia del potere in tutte le sue forme, ma soprattutto un modo di fare cinema che dopo oltre trenta anni ci sembra ancora molto innovativo.<br />
In conclusione mi permetto di raccontare un aneddoto curioso, che in qualche modo ci riguarda. La nostra città, Bisceglie, è una delle pochissime in Italia, a vantare una via intitolata a Elio Petri (si accettano smentite da altre città). Per la verità nella stessa zona ce ne sono altre intitolate a Rossellini, De Sica, Pasolini, Fellini, Germi, ecc., ma colpisce che ce ne sia una intitolata proprio a Petri. Credo sia un caso più che raro in Italia e che fa onore alla nostra città.</p>
<p>Le rassegne del Cineclub Canudo proseguiranno dopo l’estate ogni lunedì alle 21.00, presso il Centro Giovanile Cappuccini con altre interessanti proposte, tra cui a settembre “Quattro notti di un sognatore”, dedicata a Robert Bresson e infine “Under the influence”, dedicata a John Cassavetes.</p>
<p><a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/Indagine-su-un-cineasta-al-di-sopra-di-ogni-sospetto.pdf">Indagine su un cineasta al di sopra di ogni sospetto</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il cinema di Max Ophüls (2007)</title>
		<link>https://www.cineclubcanudo.it/rassegne/il-cinema-di-max-ophuls-2007/</link>
		<comments>https://www.cineclubcanudo.it/rassegne/il-cinema-di-max-ophuls-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 19:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegne]]></category>
		<category><![CDATA[cineclub]]></category>
		<category><![CDATA[cineforum]]></category>
		<category><![CDATA[cinema d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Ophuls]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna]]></category>

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		<description><![CDATA[LA VITA È MOVIMENTO: IL CINEMA DI MAX OPHÜLS film in programma a giugno 2007 ogni lunedì, ore 21.00 Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)  04/06 LETTERA DA UNA SCONOSCIUTA (1948) 11/06 NELLA MORSA (1949) 18/06 SGOMENTO (1949) 25/06]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA VITA È MOVIMENTO: IL CINEMA DI MAX OPHÜLS</strong></p>
<p>film in programma a <strong>giugno 2007</strong><strong> ogni lunedì,</strong> <strong>ore 21.00</strong></p>
<p>Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)<strong> </strong></p>
<p><strong>04/06</strong> <strong>LETTERA DA UNA SCONOSCIUTA (1948)</strong></p>
<p><strong>11/06</strong> <strong>NELLA MORSA (1949)</strong></p>
<p><strong>18/06</strong> <strong>SGOMENTO (1949)</strong></p>
<p><strong>25/06</strong> <strong>LOLA MONTES</strong><strong> (1955)</strong></p>
<p>Tesseramento cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span>:<strong> euro 10,00</strong> (ingresso riservato ai soci)</p>
<p>info: <strong>340.2215793 / 340.6131760 /</strong> <strong>info@cineclubcanudo.it</strong></p>
<p>web: <strong>www.cineclubcanudo.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La vita è movimento”<br />
Il cinema di Max Ophüls</p>
<p>“Se la dismisura della mia immaginazione ha per solo risultato di esaltare la gioia puramente visiva, essa non sarà del tutto vana. Poiché questa gioia, questo piacere deve essere l’impulso decisivo che porta all’idea del film”<br />
Max Ophüls</p>
<p>Proseguono gli appuntamenti del Cineclub Canudo con i grandi maestri del cinema del novecento con una rassegna, curata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, intitolata “La vita è movimento &#8211; Il cinema di Max Ophüls”, che si terrà a giugno, ogni lunedì alle ore 21.00, presso la sala proiezioni del Centro Giovanile Cappuccini (sito in via M. Terlizzi, nei pressi della Chiesa dei Cappuccini) a Bisceglie.<br />
In programma quattro capolavori – il 04/06 “Lettera da una sconosciuta” (1948), l’11/06 “Nella morsa” (1949), il 18/06 “Sgomento” (1949) ed il 25/06 “Lola Montés” (1955) &#8211; del grande regista scomparso esattamente cinquanta anni fa, il 25 Marzo 1957.<br />
Altro anniversario, come per il trentennale della morte di Rossellini (cui era dedicata la prima rassegna: “Rossellini anno zero – La TV di Rossellini”), che ricorre quest’anno, pur essendo passato pressoché sotto silenzio da noi su giornali e riviste, a dispetto del legame che lo stesso Ophüls ha intrattenuto con l’Italia.<br />
Egli, infatti, in fuga dalla Germania nazista per sfuggire alla persecuzione antisemita, dopo un primo soggiorno a Parigi si trasferì proprio in Italia nel 1934, girandovi un film con Isa Miranda, “La Signora di tutti”, tratto dall’omonimo romanzo di Salvatore Gotta.<br />
Trasferitosi poi in Olanda si stabilirà nuovamente a Parigi nel 1936, ottenendo la nazionalità francese un anno dopo. Ancora costretto all’esilio per sfuggire ai nazisti nel 1940 lascia Parigi per gli USA, dove riesce a girare un film, intitolato proprio “The exile” (Re in esilio), solo sette anni più tardi.<br />
Al suo periodo hollywoodiano – nel senso di periodo di soggiorno in America &#8211; appartengono i primi tre film in rassegna, “Lettera da una sconosciuta” (1948), “Nella morsa” (1949) e “Sgomento” (1949). Quanto mai lontani dai canoni estetici del cinema prodotto a Hollywood, infatti, in questi film Ophüls trae vantaggio dalla grande ricchezza di mezzi a disposizione dell’industria cinematografica, cimentandosi in veri e propri virtuosismi della macchina da presa, con cui costruisce piani sequenza memorabili.<br />
“Il cinema è movimento” si potrebbe affermare per riassumere la cifra stilistica e la poetica ophulsiana, parafrasando Lola Montés, protagonista dell’omonimo capolavoro di Ophüls, la quale afferma che “la vita è movimento”, per esprimere la propria filosofia di vita. E ciò vale tanto più per un regista apolide, a lungo in esilio e continuamente in viaggio, quale lo stesso Ophüls è stato, ma trova la sua più concreta espressione in relazione al suo cinema, ossessionato dal ritmo, che egli ottiene attraverso i continui spostamenti degli attori e della macchina da presa, più che per effetto del montaggio, attraverso la scomposizione del tempo lineare del racconto in una successione di flashback, spesso non cronologici, come nel già citato “Lola Montés”.<br />
A proposito del presunto carattere estetizzante e talvolta decorativo del suo cinema, François Truffaut, che non a caso lo considerava assieme a Jean Renoir il più grande regista francese, dichiara: «Max Ophüls come il suo amico Jean Renoir sacrificava la tecnica alla recitazione dell’attore; Ophüls aveva notato che un attore è necessariamente buono, necessariamente antiteatrale se è costretto ad uno sforzo fisico: salire le scale, correre nella campagna, danzare durante tutta una ripresa» (“I film della mia vita”).<br />
Le ben note carrellate di Ophüls hanno dunque l’obiettivo di costringere l’attore ad uno sforzo fisico, per renderlo necessariamente antiteatrale. È vero anche che in esse si può facilmente rintracciare quella “gioia puramente visiva” così caparbiamente inseguita dallo stesso Ophüls, rifiutandosi di modificare &#8211; come impostogli dai produttori &#8211; il montaggio del suo ultimo film, “Lola Montés”, anche a costo di abbandonare definitivamente il cinema per tornare al teatro.<br />
Truffaut si spinge ben oltre, fino ad affermare che «Max Ophüls era desideroso di verità, di esattezza; era, chi l’avrebbe detto, un cineasta realista, e persino nel caso di “Lola Montés”, neo-realista». Lo era nella volontà di riprodurre fedelmente i suoni e le voci così come sono percepiti nella vita, ossia vagamente, al punto che i tecnici del suono si indignavano poiché «non si distingueva nettamente che un terzo della colonna sonora».<br />
E infatti, che Rossellini avesse apprezzato molto “Lola Montés” è lo stesso Truffaut a rivelarlo nel breve saggio dedicato ad Ophüls. Certamente non mancano, a ben guardare, punti di contatto tra i due maestri.<br />
Già con “La signora di tutti” si è parlato talvolta di un film precursore del neorealismo.<br />
Si può persino notare che la protagonista Isa Miranda, diva degli anni trenta-quaranta, interpreterà l’episodio diretto da Luigi Zampa del film “Siamo donne” del 1953, che vedrà anche la partecipazione di Rossellini con l’episodio dedicato a Ingrid Bergman.<br />
Tuttavia l’opera di Ophüls, difficilmente riconducibile ad alcuna corrente cinematografica &#8211; né tanto meno al neorealismo &#8211; resta una delle esperienze artistiche più originali e intense del novecento.</p>
<p>Le rassegne del Cineclub Canudo proseguiranno ogni lunedì alle 21.00, presso il Centro Giovanile Cappuccini con altre interessanti proposte, tra cui a luglio “Indagine su un cineasta al di sopra di ogni sospetto”, dedicata ad Elio Petri, a settembre “Quattro notti di un sognatore”, dedicata a Robert Bresson e infine “Under the influence”, dedicata a John Cassavetes.</p>
<p><a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/La-vita-è-movimento.pdf">La vita è movimento</a></p>
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		<title>La TV di Roberto Rossellini (2007)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2007 20:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La TV di Roberto Rossellini film in programma a maggio 2007 ogni lunedì ore 21.00 Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie) 07/05 SOCRATE (1970) 14/05 BLAISE PASCAL (1971) 21/05 AGOSTINO D’IPPONA (1972) 28/05 CARTESIO (1973) Tesseramento cineclubcanudo: euro 10,00]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La TV di Roberto Rossellini</strong></p>
<p>film in programma a maggio 2007 ogni lunedì ore 21.00</p>
<p>Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)</p>
<p>07/05 SOCRATE (1970)<br />
14/05 BLAISE PASCAL (1971)<br />
21/05 AGOSTINO D’IPPONA (1972)<br />
28/05 CARTESIO (1973)</p>
<p>Tesseramento cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span>: euro 10,00 (ingresso riservato ai soci)<br />
info: 340.2215793 / 340.6131760 / info@cineclubcanudo.it<br />
web: www.cineclubcanudo.it</p>
<p>“Da parecchi anni ho smesso di fare il cinema. Mi preoccupo solo di fare dei programmi che ritengo utili per l’informazione. Siccome credo che ci sia bisogno di rimettere in ordine le idee generali per stimolare in chiarezza lo spirito di progresso, mostro qual è la grande traiettoria della storia umana, che è sempre di progresso, che è sempre andata avanti, anche se ci sono stati dei momenti orribili e ritorni indietro. Se cominciamo ad avere chiaro l’arco delle cose, forse possiamo proseguire meglio. Per questo non faccio più cinema spettacolare e sono fra i pochissimi – e lo faccio male – che cercano di mettere insieme immagini che abbiano valore didascalico, o didattico. Ma senza pedagogia, sia chiaro: si tratta di far presenti i vari lati del problema”.</p>
<p>(Dibattito su Rossellini, a cura di G. Menon, Roma, Partisan, 1969)</p>
<p>“Sono venuto al cinema carico di tutto il mito del cinema. Dal mito del cinema ho cercato di uscire. Uno si libera poco alla volta. Si libera poco alla volta perché la ragione si matura poco alla volta. Ora, un’altra delle cose che mi preoccupa in modo fondamentale è l’onestà, cioè di non essere suggestivo, quindi di spogliare l’immagine di tutti i possibili ingredienti di suggestione, per rimanere alle cose”.</p>
<p>(Roberto Rossellini, P. Baldelli, Roma, Samonà e Savelli, 1972)<br />
Dopo la celebrazione, l’anno scorso, del centenario della nascita di Roberto Rossellini ed a trent’anni dalla sua morte nel 1977, il Cineclub Canudo propone una rassegna, curata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, intitolata “Rossellini anno zero”, che si terrà ogni lunedì a partire dal 7 maggio, alle ore 21.00, presso la sala proiezioni del Centro Giovanile Cappuccini di Bisceglie (sito in via M. Terlizzi, nei pressi della Chiesa Cappuccini). Si tratta di quattro film realizzati per la RAI nei primi anni settanta, che fanno parte dell’ultima e meno nota produzione televisiva del grande maestro, dedicati alla divulgazione della vita e dell’opera di importanti filosofi. Si comincia il 7 maggio con Socrate (1970), per proseguire il 14 con Blaise Pascal (1971), il 21 con Agostino d’Ippona (1972) ed infine il 28 con Cartesio (1973).<br />
Il nome di Roberto Rossellini è per la critica italiana indissolubilmente legato ai suoi film del periodo neorealista dell’immediato dopoguerra, alla trilogia Roma città aperta (1945), Paisà (1946), Germania anno zero (1947), o al limite ai film del periodo successivo, con protagonista Ingrid Bergman, Stromboli, terra di Dio (1949), Europa 51 (1952), Viaggio in Italia (1953).<br />
Sembrerebbe che l’impegno del grande maestro sia terminato agli inizi degli anni cinquanta, dopo un’intensa produzione in cui, infondo, è la specificità del momento storico, il periodo postbellico, la cifra distintiva del cinema di Rossellini. Da questo punto di vista si dovrebbe dunque liquidare come marginale, o perlomeno minore, tutta la sua produzione successiva, quella per così dire didattica?<br />
Che dire allora del Rossellini televisivo, o meglio della TV di Rossellini?<br />
A metà degli anni sessanta egli si dedicherà esclusivamente alla televisione, abbandonando il cinema per circa un decennio, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio con cui condividere le proprie conoscenze. L’intento di Rossellini è quello di informare piuttosto che educare, poiché, come egli sostiene in un’intervista rilasciata nel 1962 alla rivista Cahiers du Cinéma: «l’educazione comporta l’idea di guidare, dirigere, condizionare, mentre noi dobbiamo andare alla ricerca della verità in un modo infinitamente più libero».<br />
Fa un certo effetto oggi, dopo oltre trent’anni, rileggere le dichiarazioni di Rossellini a sostegno di questa sua scelta, motivata da una grande fiducia nelle potenzialità espressive della televisione, allora più libera rispetto al cinema dai condizionamenti del mercato e dello spettacolo. Peccato che circa un decennio più tardi questa libertà sarebbe stata spazzata via dall’avvento delle TV commerciali, che declinando completamente qualunque funzione genuinamente (rossellinianamente) didattica, mostreranno in tutta evidenza l’altra faccia del mezzo televisivo, in quanto strumento per esercitare il controllo sociale. Il pericolo di questa deriva non doveva essere sconosciuto a Rossellini, dal momento che già in un’intervista del 1959 affermava, sempre dalle pagine della rivista Cahiers du Cinéma: «Da quando faccio il cinema, sento dire che bisogna fare film per un pubblico che ha la mentalità media di un bambino di dodici anni. È un fatto che il cinema (ne parlo in generale) – come la radio, la televisione e tutti gli spettacoli che sono dedicati alle masse – ottiene una specie di cretinizzazione degli adulti e all’opposto, accelera enormemente lo sviluppo dei bambini. È di qui che viene questa mancanza di equilibrio che si constata nel mondo moderno: l’impossibilità di comprendersi».<br />
E ancora, sempre sulla stessa rivista nel 1962: «Uno dei drammi dell’umanità è che gli uomini sono utili alla società in quanto consumatori. Essi sono una cellula del tubo digerente. Questa umanità consumatrice deve cercare di avere davanti a sé un nuovo orizzonte».<br />
Tornare all’anno zero degli esperimenti televisivi di Rossellini vuol dire, con le parole di Rossellini, «cercare di avere davanti a sé un nuovo orizzonte».</p>
<p>Le rassegne del Cineclub Canudo proseguiranno ogni lunedì alle 21.00, presso il Centro Giovanile Cappuccini con altre interessanti proposte, tra cui a giugno la rassegna “La vita è movimento”, dedicata al regista Max Ophüls, a luglio “Indagine su un cineasta al di sopra di ogni sospetto”, dedicata ad Elio Petri, a settembre “Quattro notti di un sognatore”, dedicata a Robert Bresson e infine “Under the influence”, dedicata a John Cassavetes.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>scarica il comunicato <a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/rossellini-anno-zero.pdf">rossellini anno zero</a></p>
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		<title>Il Cinema Fantasma di Garrel e Monteiro (2006)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2006 14:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Cinema Fantasma di Garrel e Monteiro Il Cineclub Canudo propone una rassegna intitolata Il Cinema Fantasma, dedicata ai registi Philippe Garrel e João César Monteiro, che si terrà a partire da sabato 9 dicembre 2006 alle ore 20.00, presso la]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Cinema Fantasma di Garrel e Monteiro</strong></p>
<p>Il <strong><em>Cineclub Canudo</em></strong> propone una rassegna intitolata <strong>Il Cinema Fantasma</strong>, dedicata ai registi <strong>Philippe Garrel</strong> e <strong>Jo</strong><strong>ã</strong><strong>o César Monteiro</strong><strong>, che si terrà a partire da </strong><strong>sabato 9 dicembre 2006 alle ore 20.00</strong>, presso la sala proiezioni del <strong><em>Centro Giovanile Cappuccini</em></strong> di Bisceglie, sito in via Mauro Terlizzi, nei pressi della Chiesa Cappuccini.</p>
<p>La rassegna, curata da <strong>Antonio Musci e Daniela Di Niso</strong><strong>, vuol essere</strong> un esplicito omaggio a due autori i cui film sarebbero praticamente invisibili in Italia, se non fosse per la lodevole iniziativa dell’<strong>UICC</strong> (Unione Italiana Circoli del Cinema), cui il Cineclub Canudo aderisce, di distribuire alcune loro opere mai distribuite nelle sale. Si tratta di quattro film recentemente editati dall’UICC anche in DVD ad uso dei cinecircoli, i quali fanno sì che questi film fantasma continuino ad avere in Italia una qualche forma di visibilità. Un saggio pregnante dell’opera di questi due grandi autori sarà offerto nel corso di due fine settimana del tutto atipici, per lo spessore della proposta culturale. Il programma delle proiezioni è il seguente:</p>
<p><strong>I Ricordi Della Casa Gialla (1989) &#8211; </strong>João César Monteiro  (9 dicembre, ore 20.00), <strong>J’entends Plus La Guitare (1991) &#8211; </strong>Philippe Garrel (9 dicembre, ore 22.00),<strong> Le Coeur Fantôme (1996) &#8211; </strong>Philippe Garrel (16 dicembre, ore 20.00), <strong>Lo Sposalizio Di Dio</strong><strong> (1998) &#8211; </strong>João César Monteiro (16 dicembre, ore 22.00).  Sempre sabato 16 dicembre, alle ore 18.00, fuori programma è prevista la proiezione del film <strong>Lidrîs cuadrade di trê (2001)</strong>, di<strong> Lorenzo Bianchini</strong>, horror friulano prodotto e distribuito dal C.E.C. di Udine.</p>
<p>Per sperimentare il valore terapeutico di questa originale ricetta contro la febbre del sabato sera e per maggiori informazioni è possibile contattare il Cineclub Canudo ai seguenti recapiti:</p>
<p><strong>340.2215793 / 340.6131760</strong><strong>;</strong> <strong>info@cineclubcanudo.it</strong></p>
<p>scarica il <a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/il-cinema-fantasma.pdf">programma &#8220;Il cinema fantasma&#8221;</a></p>
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		<title>BELA LUGOSI’S (UN)DEAD (2006)</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2006 14:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[BELA LUGOSI’S (UN)DEAD “The bats have left the bell tower, The victims have been bled, Red velvet lines the black box, Bela Lugosi&#8217;s dead, Undead, undead, undead…” (I pipistrelli hanno lasciato il campanile, Le vittime stanno sanguinando, Il velluto rosso]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/lugosi-1.jpg" rel="lightbox[655]" title="BELA LUGOSI’S (UN)DEAD (2006)"><img class="alignnone size-medium wp-image-656" src="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/lugosi-1-300x212.jpg" alt="lugosi (1)" width="300" height="212" /></a></p>
<p>BELA LUGOSI’S (UN)DEAD</p>
<p>“The bats have left the bell tower, The victims have been bled, Red velvet lines the black box, Bela Lugosi&#8217;s dead, Undead, undead, undead…”<br />
(I pipistrelli hanno lasciato il campanile, Le vittime stanno sanguinando, Il velluto rosso fodera la cassa nera, Bela Lugosi è morto, Non-morto, non-morto, non-morto)</p>
<p>Così cantava Peter Murphy, leader dei Bauhaus, celebre gruppo dark formatosi nel 1978 e affacciatosi sul mercato discografico nel 1979 proprio con il singolo Bela Lugosi’s dead, che diventa subito il paradigma di una nuova scena musicale. A cinquanta anni dalla morte del controverso attore di origine ungherese il Cineclub Canudo propone una rassegna, curata da Antonio Musci e Daniela Di Niso, intitolata “Bela Lugosi’s (Un)dead”, che si terrà ogni martedì e giovedì, a partire dal 5 dicembre, alle ore 19.00 ed alle 21.00, presso la sala proiezioni del Centro Giovanile Cappuccini di Bisceglie (sito in via M. Terlizzi, nei pressi della Chiesa Cappuccini).<br />
Questa rassegna vuol essere un omaggio del Cineclub Canudo al celebre interprete del Dracula di Tod Browning, del 1931, divenuto poi attore simbolo del cinema horror americano degli anni 30 e 40.<br />
Di origine ungherese (nasce a Lugos il 20 Ottobre 1882), il suo vero nome è Béla Ferenc Dezsõ Blaskó. Figlio di un ricco banchiere, prima di entrare all’Accademia di Arti Teatrali di Budapest, lavora come minatore e come operaio in una fabbrica. Esordisce con lo pseudonimo di Arisztid Old in rappresentazioni teatrali di grande successo di celebri autori come Molnàr, Tolstoj e Shakespeare, e nel 1915 interpreta i primi ruoli cinematografici. Nel 1918 Lugosi sostiene il governo rivoluzionario ungherese ma, con la controrivoluzione dell&#8217;ammiraglio Miklos Von Nagybanya, è costretto a lasciare il paese e a rifugiarsi in Germania, dove interpreta alcuni film sotto la direzione di F. W. Murnau. Nel 1921 emigra negli Stati Uniti, e il suo primo grande ruolo teatrale è quello di Dracula in uno spettacolo teatrale del 1927 che riscuote un successo clamoroso a Broadway, tanto che quando nel 1931 Tod Browning ideò la prima vera versione filmica del romanzo di Bram Stoker, come interpreti principali chiamò ovviamente i due artefici del successo della versione teatrale, cioè Lugosi (il conte) e Edward Van Sloan (Van Helsing). Il risultato di questo connubio entrò a far parte della storia del cinema: il Dracula di Tod Browning fu un grande successo popolare, che contribuì a lanciare un genere popolare di vasta fortuna, e sull’onda di una crescente popolarità. Lugosi interpretò molte pellicole horror e di altri generi, affiancando per diverse volte (7) il grande Boris Karloff, come nello splendido The Body Snatcher (1945, di R. Wise). A fianco di Greta Garbo in Ninotchka (1939, di E. Lubitsch), nel resto delle sue interpretazioni finì per interpretare, al termine di una carriera in continuo e inesorabile declino, film di dubbia qualità, come Glen or Glenda di Ed Wood, le cui vicende sono state portate peraltro di recente sullo schermo da Tim Burton nell’omonimo film.<br />
Consumato dalla droga (morfinomane), e da un’inquietante forma di nevrosi paranoica che lo portava ad assumere uno stato mentale di totale identificazione con il personaggio che gli aveva dato successo, in cambio di una facile popolarità abilmente orchestrata dalla stampa scandalistica, Lugosi accettò di perpetuare il conte vampiro anche nella vita privata, con modi e atteggiamenti che lasciavano intendere come lui ne fosse una specie di incarnazione. Dimenticato dai produttori, ignorato dalla critica, allontanato da gran parte dei colleghi, Lugosi, morì di infarto il 16 agosto del 1956 a Los Angeles (California) e fu seppellito, per sua volontà, con il mantello di Dracula.</p>
<p>Il programma completo delle proiezioni è il seguente:</p>
<p>Dracula (1931) &#8211; Tod Browning (05/12, ore 19.00); Bacio mortale (1933) &#8211; Edwin L. Marin (05/12, ore 21.00); Ninotchka (1939) &#8211; Ernst Lubitsch (07/12, ore 17.00); Il mostro umano (1939) &#8211; Walter Summers (07/12, ore 19.00); Il figlio di Frankenstein (1939) &#8211; Lee V. Rowland (07/12, ore 21.00); Notti di terrore (1940) &#8211; Jean Yarbrough (12/12, ore 19.00); Il terrore di Frankenstein (1942) &#8211; Erle C. Kenton (12/12, ore 21.00); Il corpo scomparso (1942) &#8211; Wallace Fox (14/12, ore 19.00); A mezzanotte corre il terrore (1942) &#8211; Wallace Fox (14/12, ore 21.00); L’uomo scimmia (1943) &#8211; William Beaudine (19/12, ore 19.00); La jena (1945) &#8211; Robert Wise (19/12, ore 21.00).</p>
<p>Per maggiori informazioni è possibile contattare il Cineclub Canudo ai seguenti recapiti:</p>
<p>340.2215793 / 340.6131760; info@cineclubcanudo.it</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-657" src="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/LUGOSI-206x300.jpg" alt="LUGOSI" width="206" height="300" /></p>
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		<title>L&#8217;altrocinema (2006)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Oct 2006 22:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[città plurale (bisceglie) in collaborazione con cineclubcanudo presentano l&#8217;altrocinema incontra gli autori cinema nuovo via piave 85 (bisceglie) tel. 080 392 1022 programma venerdì 27 ottobre THE ROAD TO GUANTANAMO di Michael Winterbottom, Mat Whitecross venerdì 10 novembre LA GUERRA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/02/laltrocinema.jpg" rel="lightbox[509]" title="L'altrocinema (2006)"><img class="alignnone size-medium wp-image-510" src="http://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/02/laltrocinema-202x300.jpg" alt="laltrocinema" width="202" height="300" /></a></p>
<p>città plurale (bisceglie)<br />
in collaborazione con<br />
<strong><span style="color: #800000;">cineclubcanudo</span></strong></p>
<p>presentano</p>
<p><strong>l&#8217;altrocinema</strong><br />
incontra gli autori</p>
<p>cinema nuovo<br />
via piave 85 (bisceglie)<br />
tel. 080 392 1022</p>
<p>programma</p>
<p>venerdì 27 ottobre<br />
THE ROAD TO GUANTANAMO<br />
di Michael Winterbottom, Mat Whitecross</p>
<p>venerdì 10 novembre<br />
LA GUERRA DI MARIO<br />
di Antonio Capuano</p>
<p>venerdì 24 novembre<br />
LETTERE DAL SAHARA<br />
di Vittorio De Seta</p>
<p>venerdì 15 dicembre<br />
L&#8217;ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO<br />
di Agostino Ferrente</p>
<p>presentazione ore 20.45<br />
inizio proiezioni ore 21.15<br />
abbonamento euro 8,00</p>
<p>cineclubcanudo</p>
<p>Info: 340.2215793 / 340.6131760<br />
E-mail: info@cineclubcanudo.it</p>
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		<item>
		<title>Cinema italiano de/genere (2006)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Apr 2006 17:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegne]]></category>
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		<category><![CDATA[Fulci]]></category>
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		<description><![CDATA[cineclubcanudo presenta cinema italiano de/genere  aprile &#8211; maggio 2006 Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie) film in programma ogni martedì (ore 21.00) 18/04   L’orribile segreto del dr. Hichcock (1962) di Riccardo Freda 25/04   Sei donne per l’assassino (1964) di Mario Bava 02/05   Una lucertola dalla pelle di donna (1971) di Lucio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/cinema-italiano-degenere.jpg" rel="lightbox[670]" title="Cinema italiano de/genere (2006)"><img class="alignnone size-medium wp-image-671" src="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/cinema-italiano-degenere-300x116.jpg" alt="cinema italiano degenere" width="300" height="116" /></a></p>
<p><strong>cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span></strong></p>
<p>presenta</p>
<p><strong>cinema italiano de/genere</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>aprile &#8211; </strong><strong>maggio </strong><strong>2006</strong></p>
<p>Centro Giovanile Cappuccini (via M. Terlizzi, Bisceglie)</p>
<p>film in programma<strong> </strong>ogni martedì (ore 21.00)</p>
<p><strong>18/04</strong>   <strong>L’orribile segreto del dr. Hichcock </strong>(1962)</p>
<p>di Riccardo Freda</p>
<p><strong>25/04</strong><strong>   Sei donne per l’assassino </strong>(1964)</p>
<p>di Mario Bava</p>
<p><strong>02/05</strong>   <strong>Una lucertola dalla pelle di donna</strong> (1971)</p>
<p>di Lucio Fulci</p>
<p><strong>09/05 </strong><strong>  Cosa avete fatto a Solange?</strong> (1972)</p>
<p>di Massimo Dallamano</p>
<p><strong>16/05</strong>   <strong>Profondo rosso </strong>(1975)</p>
<p>di Dario Argento</p>
<p><strong>23/05</strong>   <strong>La casa dalle finestre che ridono </strong>(1976)</p>
<p>di Pupi Avati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span></p>
<p>info:<strong> 340.2215793 / 340.6131760 /</strong> <strong>info@cineclubcanudo.it</strong></p>
<p>scarica <a href="https://www.cineclubcanudo.it/wp-content/uploads/2024/03/programma-cinema-degenere-corti.pdf">programma cinema degenere + corti</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il cinema di Werner Herzog (2004)</title>
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		<comments>https://www.cineclubcanudo.it/rassegne/il-cinema-di-werner-herzog/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2004 23:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Musci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegne]]></category>
		<category><![CDATA[cineclub]]></category>
		<category><![CDATA[cineforum]]></category>
		<category><![CDATA[cinema d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Herzog]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna]]></category>

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		<description><![CDATA[cineclubcanudo presenta Werner Herzog Centro Giovanile Cappuccini (Bisceglie) programma film dicembre 2004 mar 21 Fata Morgana (1969) mer 22 Anche i nani hanno cominciato da piccoli (1970) attori non professionisti gio 23 Aguirre, furore di Dio (1972) con Klaus Kinski]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>cineclub<span style="color: #800000;">canudo</span></strong></p>
<p>presenta</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Werner Herzog</strong></span></p>
<p>Centro Giovanile Cappuccini (Bisceglie)</p>
<p>programma film dicembre 2004</p>
<p>mar 21 Fata Morgana (1969)</p>
<p>mer 22 Anche i nani hanno cominciato da piccoli (1970)<br />
attori non professionisti</p>
<p>gio 23 Aguirre, furore di Dio (1972)<br />
con Klaus Kinski</p>
<p>mar 28 L’Enigma di Kaspar Hauser (1974)<br />
con Bruno S.</p>
<p>mer 29 Cuore di vetro (1976)<br />
con Josef Bierbichler</p>
<p>gio 30 La Ballata di Stroszek (1977)<br />
con Bruno S.</p>
<p>Orario proiezioni: 21.00</p>
<p>Ingresso riservato ai soli soci del cineclub canudo<br />
Info: 340.2215793 &#8211; 340.6131760<br />
E-mail: cineclubcanudo@libero.it</p>
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